Sarà perchè sono cresciuto con la cassetta di Nevermind dei Nirvana, sarà perchè non avevo mai avuto l’occasione di vederli dal vivo o sarà per le 7 interminabili ore di auto per raggiungere l’ippodromo La Maura di Milano, fatto sta che sono arrivato al concerto dei Foo Fighters con l’emozione di un quattordicenne al suo primo evento dal vivo.
Non vi nascondo che avrei voluto tanto ascoltare anche i due gruppi che aprivano gli I-Days di Milano (più gli Idles che i Fat Dog) ma sono riuscito ad arrivare solo 1 ora prima dell’orario previsto per i Foo Fighters e con un mare di persone (circa 70 mila) che attendevano Dave e soci già da diverse ore.
Già Dave Grohl, lo sbarbatello di Monkey Wrench (hanno suonato anche questa!) che adesso con i suoi 57 anni suonati conserva ancora una carica pazzesca e una voce formidabile, unite ora da un’empatia che lo unisce magicamente al suo pubblico con il quale interagisce, scherza e conversa, (esclama persino un “Ragazzi tutti pazzi!”) accompagnato dal vecchio amico Pat Smear alla chitarra, Chris Shiflett alla chitarra solista, Nate Mendel al basso, Rami Jaffee alla tastiera e Ilan Rubin alla batteria.
Il concerto parte con All my life e il pubblico inizia subito a scaldarsi e a saltare senza sosta (No son of mine viene addirittura inframezzata da accenni di Ace of Spades dei Motorhead) fino a quando Dave cambia chitarra e parte Wheels in versione acustica e subito dopo Marigold, ripescata dalle B-side dei Nirvana. P
Il concerto procede con pezzi “old-school” e più recenti fino al momento della presentazione dei membri della band creata con un medley senza senso di pezzi che hanno caratterizzato la carriera musicali degli artisti prima di approdare ai Foo Fighters:
- Invincible (No Use for a name) – Chris Shiflett
- Seven (Sunny Day Real Estate) – Nate mendel
- One headlight (Wallflowers) – Rami Jaffee
- Manimal (The germs) – Pat Smear
- Tap Dancing in a Minefield (The new regime) – Ilan Rubin
Nell’ultimo pezzo Dave Grohl si scambia di ruolo con Ilan Rubin e ci ricorda che sa usare ancora molto bene le bacchette alla batteria (ma anche Rubin non è male alla chitarra!).
Arriva il momento più toccante quando partono le note di Aurora, il pezzo preferito di Taylor Hawkins, l’ex batterista scomparso tragicamente nel 2022 al quale viene dedicata la canzone.
Subito dopo, la band esegue Best of you e il pubblico continua a cantarla anche quando il palco rimane vuoto per alcuni minuti prima di ripartire con Exhausted e chiudere con la meravigliosa Everlong che sembra fermare il tempo creando un finale magico, non spettacolarizzato, che consacra definitivamente il legame che i Foo Fighters hanno con i loro fans.
Scaletta:
- All My Life
- The Pretender
- Times Like These
- Rope
- Stacked Actors
- My Hero
- Learn to Fly
- These Days
- Walk
- This Is a Call
- No Son of Mine
- Wheels
- Marigold
- Big Me
- La Dee Da
- Run
- Invincible / Seven / One Headlight / Manimal / Tap Dancing in a Minefield
- Monkey Wrench
- Breakout
- The Sky Is a Neighborhood
- Aurora
- Best of You
- Exhausted
- Everlong